La storia dell’olio lucano Igp
Il percorso che ha portato alla denominazione Igp è iniziato nel 2016. Il riconoscimento dell’identità dell’olio extravergine lucano risale però agli anni Ottanta, quando il prodotto si fece spazio nel commercio, nel linguaggio comune e nelle pubblicazioni scientifiche. Dai primi anni 2000, ha raccolto numerosi riconoscimenti, in concorsi nazionali e internazionali, grazie anche allo stimolo offerto dall’organizzazione del concorso regionale Olivarum. La storia dell’olio lucano affonda le sue radici nelle vicende storiche di cui la Basilicata è stata protagonista. Alcuni scavi archeologici recuperati a Pantello di Metaponto, coordinati dal prof. Carter dell’Università di Austin (Texas), hanno svelato pezzi di legno, olive, foglie e noccioli, risalenti al VI secolo a.C.. Alla presenza dei coloni greci si deve l’introduzione nell’antica Lucania di varietà che si sono adattate all’ambiente, come la Maiatica. Inoltre, si può trovare testimonianza della coltivazione delle olive in Basilicata già nei testi del poeta Orazio, nato a Venosa il 65 a.C.. Negli Epodi, ne parlava così ‘Germoglia il ramo dell’olivo che mai inganna.’ (Orazio, Epodi, 16, 41). Si tratta quindi di un prodotto fortemente radicato nella tradizione di questo territorio: nella cucina lucana l’olio è un ingrediente essenziale, che va ad arricchire tutti i piatti regionali.Varietà dell'olio lucano Igp
L'importanza e la coltivazioni regionali fa posizionare la Basilicata all’ottavo posto tra i maggiori produttori di olio d’oliva. I suoi oliveti sono i più antichi d’Italia e le varietà sono circa 27. Questo vasto panorama varietale dell’olio d'oliva extravergine lucano Igp è testimoniato nel disciplinare. Le varietà riconosciute sono: Acerenza, Ogliarola del Vulture, Ogliarola del Bradano, la già citata Maiatica, Nociara, Ghiannara, Augellina, Justa, Cornacchiola, Romanella, Carpinegna, Faresana, Sammartinengna, Spinoso, Cannellina, Cima di Melfi, Fasolina,Fasolona, Lardaia, Olivo da mensa, Orazio, Palmarola, Provenzale, Racioppa, Roma, Rotondella, Russulella, Scarpetta, Tarantina, Coratina, Frantoio, Leccino. Possono inoltre concorrere altre varietà fino ad un massimo del 20%. Le principali aree di produzione sono:- Vulture;
- Bassa Val d’Agri;
- Bassa Collina Materana;


